"La canzone di Achille" - Madeline Miller
"La canzone di Achille" - Madeline Miller
“La canzone di Achille" - Madeline Miller
“La canzone di Achille" - Madeline Miller
Editore: Marsilio
Data di uscita: 10 gennaio 2019 Genere: Fantasy/Mitologia
Costo cartaceo: € 12,00
Costo Ebook: € 7,99
Pagine: 382
Link d'acquisto: Amazon
Trama
Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l'orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d'armi – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d'amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell'epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l'omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l'ormai usurata vicenda di Elena e Paride.
Editore: Marsilio
Trama
Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l'orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d'armi – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d'amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell'epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l'omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l'ormai usurata vicenda di Elena e Paride.
La mia opinione
Ciao a tutti lettori e lettrici!Oggi sono qui per parlarvi de "La canzone di Achille", un libro che ha spopolato sull'Internet e che non vedevo DAVVERO l'ora di leggere.
Chi non hai sentito la storia di Achille, eroe dell'Iliade che guida l'esercito dei Mirmidoni nella battaglia contro Troia. Chi non hai mai sentito parlare di quel guerriero coraggioso, fiero, vendicativo e indomabile. E chi, unito al nome di Achille, non hai mai sentito quello di Patroclo, un giovane ragazzo che si distacca dall'archetipo degli eroi greci, pieno di sensibilità e comprensione.Perché Achille e Patroclo erano amici, amanti, compagna per la vita.Perché non puoi ascoltare la stoia di uno senza nominare l'altro.Perché sono legati indissolubilmente.
Ed è proprio di questo quello che ci parla "La canzone di Achille", di due uomini bellissimi e valorosi, che nello scenario della guerra contro Troia, si sono scelti e sono rimasti l'uno a fianco dell'altro.La storia è narrata dal punto di vista di Patroclo, che all'inizio conosciamo bambino. Figlio del re Menezio di Opunte, è costretto all'esilio ed a trasferirsi a Ftia, dopo aver ucciso un ragazzo che continuava a tormentarlo.E' proprio a Ftia, dove regna Peleo, che conosce per la prima volta Achille.Achille, che è un principe e già da ragazzo è stupendo.Achille, che rappresenta il figlio modello.Achille, che è figlio di una dea e lontano anni luce da ciò che invece è Patroclo.
Durante il suo esilio, la vita del giovane Patroclo scorre indifferente: la mattina svolge degli esercizi e il pomeriggio rimane solo, con la unica compagnia della sua mente che continua a riproporli degli scenari da incubi veri e propri.La sua è un'inesistenza solitaria e scialba, fino a quando, con accordo escogitato con Achille stesso, diventerà il suo fedele compagno.È proprio in questo momento che tutto cambia.È proprio in questo momento che si scrive la storia.
Gli occhi di Achille splendevano nella luce del fuoco, i tratti del suo viso resi affilati dalle ombre guizzanti. Lo avrei riconosciuto al buio o anche se avesse usato un travestimento, mi dissi. Lo avrei riconosciuto persino nella follia.
Questo libro.Questo. Fantasticherrimo. Libro.Ok, la storia di Achille e Patroclo è risaputa e conosciamo tutti il finale a memoria.E ok, magari mi sono lasciata influenzare dal mondo dell'Internet e magari questo libro, se non avesse avuto tutto quel successo, non l'avrei mai comprato.Ma non mi interessa.Non mi interessa se sapevo già in partenza come si sarebbe conclusa, se non avrei mai acquistato il libro.Non mi interessa perché tutto questo non mi ha impedito di emozionarmi, ridere, urlare dalla gioia e dal dolore, piangere con e per i personaggi, vivere l'intera vicenda insieme a loro.Ho sentito opinioni contrastanti su questo libro in realtà: alcune persone (inclusa la sottoscritta) l'hanno amato e divorato; ad altre ha lasciato abbastanza indifferenti.E' anche questo il bello della lettura, no? Rendersi conto che un'opera che tu hai letteralmente adorato non ha sortito lo stesso effetto a tutti.E va benissimo così, assolutamente. Perché i libri li viviamo tutti in modi completamente e meravigliosamente diversi.
Tornando a noi, la storia di Achille e Patroclo mi ha letteralmente scavato dentro.La narrazione della Miller è stata perfetta, mi è piaciuta ogni singola parte e non mi ha mai annoiata. L'ho trovata fluida, ma con una precisione tale da delineare il carattere dei protagonisti ed anche lo scenario dove si svolgevano le varie vicende. È un libro che ho mangiato, letteralmente. Mi ha teletrasportata in ogni luogo descritto: ero a Ftia, al fianco di Achille e Patroclo, ad osservare due anime legarsi sempre di più, formando un nodo impossibile da sciogliere anche per il tempo; ero a Troia, nel campo di battaglia, a soffrire insieme all'esercito dei Mirmidoni e per quei due uomini fragilissimi ma con un cuore grande, pronti a combattere l'uno per l'altro.
Primo di leggere il libro, non pensavo che mi avrebbe atto innamorare in questo modo, così totale e travolgente. Non pensavo che me lo sarei fatto incidere sul cuore e avrei provato un tale vuoto, impossibile da colmare, una volta finito. Sarò melodrammatica (lo ammetto, il più delle volte esagero sempre, ma ehi! dovrò esprimere la mia adorazione in qualche modo), ma ho pianto tutte le lacrime che avevo. Perché Achille e Patroclo, per quanto diversi, sono diventati anche i miei compagni e mi hanno saputo guidare in tutta questa fantastica avventura.
Più tardi, Achille suonò la lira, Chirone e io lo ascoltammo. La lira di mia madre. L'aveva portata con sé."Avrei voluto saperlo" avevo detto il primo giorno, quando lui me l'aveva mostrata. "Per poco non sono rimasto al palazzo perché non volevo lasciarla."Lui aveva sorriso. "Adesso so come convincerti a seguirmi ovunque."
Achille e Patroclo sono personaggi davvero diversi tra di loro: dove il primo preferisce attaccare e usare le sue abilità e le sue forze, il secondo è maggiormente pacifico e sensibile. Ad unirli è un sentimento che va al di là dei limiti del tempo e dello spazio, non conosce ragioni e soprattutto nasce all'improvviso, nessuno dei due l'aveva tenuto in conto.
Il mio personaggio preferito è sicuramente Patroclo, prima un bambino esiliato e poi un ragazzo spezzato, che riesce a ritrovare sé steso ed a riconoscersi solo nel momento in cui il principe di Ftia entra nella sua vita.Per quanto dolce e tranquillo possa essere, rimane comunque un uomo valoroso e di sani principi, che farebbe qualcuno cosa - e con qualunque cosa intendo QUALUNQUE COSA - per quel sentimento magico che lo tiene legato all'unico uomo della sua vita. Ed è probabilmente questo eterno amore che mi ha portato ad amare anche l'altro protagonista, Achille. Quell'Achille che pretende sempre il meglio sia per sé stesso che dagli altri. Quell'Achille intransigente e potente, in grado di mostrare il suo vero io solo ed esclusivamente a Patroclo.
Forse se la storia fosse stata narrata da un diverso punto di vista, Achille lo avrei odiato: troppo impulsivo, vendicativo, con un senso di superiorità eccessivo per i miei gusti. Attraverso gli occhi di Patroclo, invece, ho visto la bellezza che lui stesso sprigionava. La sua gloria, il suo senso di lealtà, la sua determinazione. Quindi è grazie a quel sentimento di cui tutti i poeti cantano da sempre che sono riuscita a innamorarmi di entrambi, perdendomi tra le parole e le emozioni che questo libro cmi ha regalato e che spero possa fare lo stesso con voi.
È difficile descrivere l'amore tra Achille e Patroclo, perché non si può ridurlo a un qualcosa di passionale o semplicemente al loro essere amanti.Si, sono amanti.Ma amanti nel senso che sono riusciti ad amare ed amarsi l'uno grazie all'altro.Che quell'amore che sembra impossibile, disapprovato sia dalla Morte che dalle divinità dell'Olimpo, altro non è che il risveglio del più nobile e puro dei sentimenti, l'unico e il solo che regola il nostro universo. Non è un amore semplice, non è un amore idilliaco, non è un amore perfetto e non è un amore con un lieto fine.Ma non sono queste cose a definire la grandezza e la potenza dell'amore Achille e Patroclo, protagonista indiscusso dell'intero libro.Penso che le ultime frasi mi hanno fatto a pezzi, ma allo stesso tempo hanno saputo ricucire tra loro tutti i frammenti in cui mi ero rotta.
"Verrai con me?" chiese.Il tormento infinito dell'amore e del dolore. Forse in un'altra vita, avrei potuto rifiutare, avrei urlato strappandomi i capelli, lo avrei lasciato da solo ad affrontare la sua scelta. Ma non in questa. In questa sarei salpato per Troia e lo avrei seguito, persino nella morte. "Sì" sussurrai. "Sì."Il sollievo sbocciò sul suo volto, e le sue mani mi cercarono. Lasciai che mi tenesse stretto, che mi premesse il suo corpo sul mio, pelle contro pelle, così uniti che niente avrebbe potuto mettersi tra noi.
Vale la pena di leggerlo perché fa rivivere una storia antica millenni ma che rimane tra le storie d'amore più moderne. Perché è la storia di due bambini, poi ragazzi e infine uomini che hanno combattuto l'uno al fianco dell'altro e l'uno per l'altro. Perché Achille e Patroclo sono legati indissolubilmente per l'eternità e neanche la vera e propria morte potrà fermare ciò.
Ciao a tutti lettori e lettrici!
Oggi sono qui per parlarvi de "La canzone di Achille", un libro che ha spopolato sull'Internet e che non vedevo DAVVERO l'ora di leggere.
Chi non hai sentito la storia di Achille, eroe dell'Iliade che guida l'esercito dei Mirmidoni nella battaglia contro Troia. Chi non hai mai sentito parlare di quel guerriero coraggioso, fiero, vendicativo e indomabile. E chi, unito al nome di Achille, non hai mai sentito quello di Patroclo, un giovane ragazzo che si distacca dall'archetipo degli eroi greci, pieno di sensibilità e comprensione.
Perché Achille e Patroclo erano amici, amanti, compagna per la vita.
Perché non puoi ascoltare la stoia di uno senza nominare l'altro.
Perché sono legati indissolubilmente.
Ed è proprio di questo quello che ci parla "La canzone di Achille", di due uomini bellissimi e valorosi, che nello scenario della guerra contro Troia, si sono scelti e sono rimasti l'uno a fianco dell'altro.
La storia è narrata dal punto di vista di Patroclo, che all'inizio conosciamo bambino. Figlio del re Menezio di Opunte, è costretto all'esilio ed a trasferirsi a Ftia, dopo aver ucciso un ragazzo che continuava a tormentarlo.
E' proprio a Ftia, dove regna Peleo, che conosce per la prima volta Achille.
Achille, che è un principe e già da ragazzo è stupendo.
Achille, che rappresenta il figlio modello.
Achille, che è figlio di una dea e lontano anni luce da ciò che invece è Patroclo.
Durante il suo esilio, la vita del giovane Patroclo scorre indifferente: la mattina svolge degli esercizi e il pomeriggio rimane solo, con la unica compagnia della sua mente che continua a riproporli degli scenari da incubi veri e propri.
La sua è un'inesistenza solitaria e scialba, fino a quando, con accordo escogitato con Achille stesso, diventerà il suo fedele compagno.
È proprio in questo momento che tutto cambia.
È proprio in questo momento che si scrive la storia.
Gli occhi di Achille splendevano nella luce del fuoco, i tratti del suo viso resi affilati dalle ombre guizzanti. Lo avrei riconosciuto al buio o anche se avesse usato un travestimento, mi dissi. Lo avrei riconosciuto persino nella follia.
Questo libro.
Questo. Fantasticherrimo. Libro.
Ok, la storia di Achille e Patroclo è risaputa e conosciamo tutti il finale a memoria.
E ok, magari mi sono lasciata influenzare dal mondo dell'Internet e magari questo libro, se non avesse avuto tutto quel successo, non l'avrei mai comprato.
Ma non mi interessa.
Non mi interessa se sapevo già in partenza come si sarebbe conclusa, se non avrei mai acquistato il libro.
Non mi interessa perché tutto questo non mi ha impedito di emozionarmi, ridere, urlare dalla gioia e dal dolore, piangere con e per i personaggi, vivere l'intera vicenda insieme a loro.
Ho sentito opinioni contrastanti su questo libro in realtà: alcune persone (inclusa la sottoscritta) l'hanno amato e divorato; ad altre ha lasciato abbastanza indifferenti.
E' anche questo il bello della lettura, no? Rendersi conto che un'opera che tu hai letteralmente adorato non ha sortito lo stesso effetto a tutti.
E va benissimo così, assolutamente. Perché i libri li viviamo tutti in modi completamente e meravigliosamente diversi.
Tornando a noi, la storia di Achille e Patroclo mi ha letteralmente scavato dentro.
La narrazione della Miller è stata perfetta, mi è piaciuta ogni singola parte e non mi ha mai annoiata. L'ho trovata fluida, ma con una precisione tale da delineare il carattere dei protagonisti ed anche lo scenario dove si svolgevano le varie vicende.
È un libro che ho mangiato, letteralmente. Mi ha teletrasportata in ogni luogo descritto: ero a Ftia, al fianco di Achille e Patroclo, ad osservare due anime legarsi sempre di più, formando un nodo impossibile da sciogliere anche per il tempo; ero a Troia, nel campo di battaglia, a soffrire insieme all'esercito dei Mirmidoni e per quei due uomini fragilissimi ma con un cuore grande, pronti a combattere l'uno per l'altro.
Primo di leggere il libro, non pensavo che mi avrebbe atto innamorare in questo modo, così totale e travolgente. Non pensavo che me lo sarei fatto incidere sul cuore e avrei provato un tale vuoto, impossibile da colmare, una volta finito.
Sarò melodrammatica (lo ammetto, il più delle volte esagero sempre, ma ehi! dovrò esprimere la mia adorazione in qualche modo), ma ho pianto tutte le lacrime che avevo. Perché Achille e Patroclo, per quanto diversi, sono diventati anche i miei compagni e mi hanno saputo guidare in tutta questa fantastica avventura.
Più tardi, Achille suonò la lira, Chirone e io lo ascoltammo. La lira di mia madre. L'aveva portata con sé.
"Avrei voluto saperlo" avevo detto il primo giorno, quando lui me l'aveva mostrata. "Per poco non sono rimasto al palazzo perché non volevo lasciarla."
Lui aveva sorriso. "Adesso so come convincerti a seguirmi ovunque."
Achille e Patroclo sono personaggi davvero diversi tra di loro: dove il primo preferisce attaccare e usare le sue abilità e le sue forze, il secondo è maggiormente pacifico e sensibile. Ad unirli è un sentimento che va al di là dei limiti del tempo e dello spazio, non conosce ragioni e soprattutto nasce all'improvviso, nessuno dei due l'aveva tenuto in conto.
Il mio personaggio preferito è sicuramente Patroclo, prima un bambino esiliato e poi un ragazzo spezzato, che riesce a ritrovare sé steso ed a riconoscersi solo nel momento in cui il principe di Ftia entra nella sua vita.
Per quanto dolce e tranquillo possa essere, rimane comunque un uomo valoroso e di sani principi, che farebbe qualcuno cosa - e con qualunque cosa intendo QUALUNQUE COSA - per quel sentimento magico che lo tiene legato all'unico uomo della sua vita.
Ed è probabilmente questo eterno amore che mi ha portato ad amare anche l'altro protagonista, Achille. Quell'Achille che pretende sempre il meglio sia per sé stesso che dagli altri. Quell'Achille intransigente e potente, in grado di mostrare il suo vero io solo ed esclusivamente a Patroclo.
Forse se la storia fosse stata narrata da un diverso punto di vista, Achille lo avrei odiato: troppo impulsivo, vendicativo, con un senso di superiorità eccessivo per i miei gusti. Attraverso gli occhi di Patroclo, invece, ho visto la bellezza che lui stesso sprigionava. La sua gloria, il suo senso di lealtà, la sua determinazione.
Quindi è grazie a quel sentimento di cui tutti i poeti cantano da sempre che sono riuscita a innamorarmi di entrambi, perdendomi tra le parole e le emozioni che questo libro cmi ha regalato e che spero possa fare lo stesso con voi.
È difficile descrivere l'amore tra Achille e Patroclo, perché non si può ridurlo a un qualcosa di passionale o semplicemente al loro essere amanti.
Si, sono amanti.
Ma amanti nel senso che sono riusciti ad amare ed amarsi l'uno grazie all'altro.
Che quell'amore che sembra impossibile, disapprovato sia dalla Morte che dalle divinità dell'Olimpo, altro non è che il risveglio del più nobile e puro dei sentimenti, l'unico e il solo che regola il nostro universo.
Non è un amore semplice, non è un amore idilliaco, non è un amore perfetto e non è un amore con un lieto fine.
Ma non sono queste cose a definire la grandezza e la potenza dell'amore Achille e Patroclo, protagonista indiscusso dell'intero libro.
Penso che le ultime frasi mi hanno fatto a pezzi, ma allo stesso tempo hanno saputo ricucire tra loro tutti i frammenti in cui mi ero rotta.
"Verrai con me?" chiese.
Il tormento infinito dell'amore e del dolore. Forse in un'altra vita, avrei potuto rifiutare, avrei urlato strappandomi i capelli, lo avrei lasciato da solo ad affrontare la sua scelta. Ma non in questa. In questa sarei salpato per Troia e lo avrei seguito, persino nella morte. "Sì" sussurrai. "Sì."
Il sollievo sbocciò sul suo volto, e le sue mani mi cercarono. Lasciai che mi tenesse stretto, che mi premesse il suo corpo sul mio, pelle contro pelle, così uniti che niente avrebbe potuto mettersi tra noi.
Vale la pena di leggerlo perché fa rivivere una storia antica millenni ma che rimane tra le storie d'amore più moderne. Perché è la storia di due bambini, poi ragazzi e infine uomini che hanno combattuto l'uno al fianco dell'altro e l'uno per l'altro. Perché Achille e Patroclo sono legati indissolubilmente per l'eternità e neanche la vera e propria morte potrà fermare ciò.



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