"L'ultima notte della nostra vita" - Adam Silvera (Death-Cast #1)

 

"L'ultima notte della nostra vita" - Adam Silvera (Death-Cast #1)


“L'ultima notte della nostra vita" - Adam Silvera (Death-Cast #1)

Editore: Il Castoro HotSpot

Data di uscita: 2 maggio 2019
 
Genere: Young Adult, LBTQIA+

Costo cartaceo: € 15,20

Costo Ebook: € 11,99

Pagine: 354

Link d'acquisto: Amazon




Trama


Che cosa faresti se scoprissi che oggi è l’ultimo giorno della tua vita? Il 5 settembre, poco dopo mezzanotte, il servizio Death-Cast contatta Mateo Torrez e Rufus Emeterio per dargli una cattiva notizia: moriranno nel corso della giornata. Mateo e Rufus non si conoscono ma, per diverse ragioni, entrambi cercano un amico per passare l’ultimo giorno della loro vita. Esiste un’app per questo: si chiama Last Friend ed è così che Rufus e Mateo si incontrano. Entrambi sanno che il tempo a loro disposizione è già segnato. Ma non hanno nulla da perdere e resta solo da vivere tutta una vita in un giorno. Questo romanzo ci ricorda che non esisterebbe la vita senza la morte, né l’amore senza il sentimento di perdita. E che è possibile cambiare tutto il nostro mondo in un solo giorno. Per chi ha bisogno di ricordare che ogni giorno è importante. Un’intensa storia d’amore definita dal destino fin dall’inizio.

La mia opinione


Quando ho iniziato questo libro sapevo cosa aspettarmi, sapevo che sarebbe stato un libro grandioso, sapevo che mi sarebbe piaciuto.
Non chiedetemi come è stata possibile una cosa del genere, certe volte con i libri lo si capisce e basta.
Ma è quando l’ho iniziato a leggere per davvero che ho capito che mi stavo sbagliando, che non era una storia semplice, bensì mi stavo addentrando sia nella vita che nell’anima di due persone complesse che mi avrebbero stravolta completamente.
Perché è questo che hanno fatto i protagonisti. Mi hanno aiutata e cambiata.

Rufus e Mateo vivono in un mondo che annuncia la morte delle persone. La linea Death-Cast chiama per l’appunto le persone e loro moriranno entro 24 ore da quella chiamata. Non conoscono né il modo in cui accadrà né quando, solamente che succederà e non potranno fare nulla per cambiarlo.
Loro due ricevono la chiamata nello stesso giorno, a poco tempo di distanza l’uno dall’’altro, nonostante conducano vite diverse e siano persone diverse.

Mateo ha diciotto anni, è solitario, introverso, preferisci chiudersi nella sua camera piuttosto che uscire a godersi la vita. Suo padre è in coma da due settimane ed ha un’unica migliore amica, Lidia. Passa il suo tempo a suonare oppure a giocare ai videogiochi, chiudendosi nel suo mondo e non uscendone facilmente.
Rufus ha ancora diciassette anni, è coraggioso, senza spine sulla lingua, pronto a tutto per proteggere le persone che ama. Ha perso da poco la sua intera famiglia e da quel momento vive in una casa famiglia, dove ha conosciuto i suoi migliori amici, con cui ha fondato un vero e proprio gruppo, i “Plutone”.

Mateo e Rufus sembrano non avere nulla in comune: vivono in zone diverse della città, hanno interessi diversi e amicizie diverse. Eppure, entrambi stanno per morire. Eppure, entrambi vorrebbero trascorrere questa giornata vivendo per l’ultima volta e facendolo con un ultimo amico.

Infatti, Death-Cast mette a disposizione delle persone un altro servizio, ovvero Last-Friend: le persone che hanno ricevuto la fatidica chiamata oppure quelle che vogliono supportare quest’ultime, possono iscriversi, creare una sorta di account e chattare con gli altri, in modo da offrirsi un aiuto a vicenda. Ebbene, i due protagonisti decidono di farlo, sia per avere qualcuno che capisca appieno ciò che stanno passando sia per provare qualcosa di nuovo.
Ed è da questo punto che comincia la vera e propria storia, che si snoda tutto il percorso. Rufus e Mateo vivranno l’ultima notte della loro vita insieme e niente sarà più come prima.


Appoggio la testa e tengo in grembo il rifugio di Lego. La luce non mi illumina più. Sento ancora addosso gli occhi di Rufus, ma probabilmente me lo sto solo immaginando. All'inizio è strano, poi mi piace, anche se magari mi sbaglio, perché è come se avessi una guardia personale che si prende cura del mio tempo. 
Il mio Ultimo Amico mi starà accanto a lungo.

Dire che questo libro mi ha emozionata è davvero (ma davvero eh) riduttivo. Vi dico solo che la prima cosa che ho sottolineato (tralasciando la dedica) è a pagina 42! Giusto per farvi capire l’impatto che ha avuto su di me.

Ogni cosa è stata perfetta, tutto è curato al dettaglio. Adam Silvera era un autore che non conoscevo, ma è riuscito a definire in modo eccellente tutti i personaggi ed a farmi entrare a capofitto in quelle pagine, vivendo in prima persona la storia di tutte le persone che conosciamo, non solo quella dei protagonisti.
La sua scrittura è fluida, semplice da capire, scorrevole. Una volta iniziato, non riuscirete a metterlo giù, a fermarvi, sia per la bravura di Silvera sia per l’emozione che tutto il libro suscita.

Prima di scrivere qualsiasi altra cosa, vorrei fare una promessa: ora, in seguito a questo piccolo inserto, farò una cosa “”strana””, sicuramente impensabile per chi non legge. So che voi lettori e lettrici non siete giudicanti, assolutamente, che capirete perfettamente perché ho fatto ciò e ricorderete senz’altro di quel libro, di quei personaggi, che vi hanno fatto provare queste emozioni. Ma io l’ho fatto lo stesso, onde evitare che possa apparire inutile ad occhi esterni.

Vorrei davvero fare un ringraziamento a Rufus e Mateo. Con il cuore in mano, mi rivolgo direttamente a voi due.
Non esistete, non siete esisti e non lo farete mai.
Non vi ho mai incontrato e mai lo farò.
Peró… mi avete donato tutto quello di cui avevo bisogno.
Sapete, ci sono momenti nella vita in cui mi capita di perdere la speranza.
Momenti in cui vorrei rinunciare a qualsiasi cosa, anche a quella che mi appare più bella o più preziosa.
Tante troppe volte ho l’urgente bisogno di urlare, di farmi sentire dagli altri.
Tante troppe volte vorrei che capiscano che non sto bene e che ho bisogno di un aiuto, anche solo di un abbraccio.
E quando rimango sola, circondata dal silenzio e dalla mia stessa stanchezza, mi rintano in un libro.
Cerco quel libro in particolare, che mi sappia abbracciare e calmare. Che mi consoli e mi faccia sentire al sicuro.
Tutto questa mega riflessione solo per dirvi che Rufus e Mateo sono stati i miei migliori amici quando ne avevo bisogno, mi hanno fatto sentire meno sola.
Mi hanno aiutata e capita, mi hanno donato la forza che mi mancava totalmente.

Ecco perché ho fatto quella premessa, perché per me Rufus e Mateo sono stati totalmente vita e lo saranno per sempre. Per me sono veri, tangibili, reali. 



"Non volevi andare in bicicletta e adesso addirittura ti lanci?"
"Mi stavo godendo il momento."
Vorrei prendermene i merito, ma ce l'ha sempre avuta dentro, questa cosa, ha sempre voluto fare qualcosa di eccitante, solo che aveva troppa paura per uscire e farla.
9
(Fonte: Kai Shibasaki)



Mateo è stato probabilmente il personaggio più simile a me. Nonostante abbiamo storie diverse e abbiamo affrontato situazioni all’opposto, anche io come lui ho spesso paura, non mi godo molto il mondo aldilà della mia stanza ecco.
Mi chiudo a riccio e preferisco essere da sola.
Non saprei neanche come definirla la parola “vivere”, forse non me l’hanno mai insegnata o forse non l’hai capita.
L’unica cosa che so perfettamente è che Mateo mi ha inondato di coraggio, mi ha donato la lezione più importante di tutte: che ce la fanno tutti alla fine, anche quelli che sono più riluttanti e più timorosi. Alla fine, anche chi vive con la paura di vivere ce la fa a far battere il cuore di felicità.

Rufus, invece, è stato un mondo tutto da scoprire. Se Mateo l’ho accolto fin da subito, per via delle nostre emozioni molto simili, con lui ero molto più insicura.
Sembra estroverso, una persona che vive senza imporsi limiti, piena di vita e di coraggio. Ma in realtà anche lui porta sulla sua pelle le cicatrici più dolorose e permanenti: quelle delle insicurezze, di non riuscire a vivere abbastanza. Perché quando la vita te la vedi passare davanti, la vedi strapparti la tua cosa più preziosa sotto al naso, allora si che hai paura.
Allora si che vuoi rischiare il tutto per tutto per riuscire ad andartene avendo realizzato anche il più effimero desiderio.
A Rufus voglio dire grazie perché mi ha donato ciò, ovvero che la vita va presa di petto. Non devi nasconderti per paura, perché non vuoi essere delus*, per chissà quale motivo che ti blocca. Quella vita ti sta aspettando. A lei non cambia a niente se tu ci sei o no durante il suo viaggio, lei scorre comunque. Sei tu la persona alla quale cambia tutto. Quindi alzati, esci e prendi quel coraggio che ti manca.
A Rufus voglio dire grazie perché mi ha donato ciò che ancora oggi scarseggia ma che, grazie a lui, è più vicino.

Rufus e Mateo me li porto incisi sul cuore. Non solo perché sono una coppia stupenda, che si completa a vicenda. Sono ciò che io definisco anime gemelle, perché hanno saputo trovarsi, riconoscerci e scegliersi anche quando la speranza sembrava aver lasciato spazio alla morte. Anche quando avevano le ore contate e sapevano che tutto quello che avevano sarebbe caduto con loro.
Hanno preso in mano quell’amore magico e vitale e ne hanno fatto il tesoro più prezioso di tutti.
Ma non me li porto dentro solo per questo.
Loro mi ha donato un mondo di cose belle: pieno di emozioni, di sentimenti, di momenti indimenticabili, di conforto, di realtà, di speranza.
Mi hanno fatto sentire a casa, e penso che questa sia la cosa più straordinaria e indimenticabile che un libro possa farti provare. 


Ci dev'essere qualcosa di più grande che immaginarsi un futuro per se stessi. Non posso limitarmi a desiderare un futuro: devo correre dei rischi per crearlo.

All'interno del romanzo, inoltre, vengono affrontati argomenti molto importanti: oltre che di morte e paura, parla dell'LGBTQIA+, delle insicurezze che ci rendono umani, di dolore corrosivo, di amicizia vera e, ovviamente, di amore. Il modo in cui Silvera tratta queste tematiche è spettacolare in ogni modo e riesce a sensibilizzarne ogni aspetto. 

Riuscire a trovare un libro che includa le persone di ogni etnia, orientamento sessuale, genere, è davvero difficile e l'autore è riuscito benissimo a scrivere ogni piccola realtà inchiostro su carta.

Gli amici sono molto importanti all'interno della storia: Mateo e Rufus si conoscono proprio perché entrambi hanno bisogno di un ultimo amico con cui passare l'ultima giornata; i Plutone sono per Rufus l'unica che famiglia che ha; Lidia e sua figlia Penny sono il cuore di Mateo, le persone senza le quali lui non ce l'avrebbe fatta. Alla fine, tutte queste persone, si uniscono insieme per diventare un unico grande gruppo di anime fragili ma con la speranza che riempie i polmoni.



"Il mio Ultimo Messaggio sarebbe: cerca i tuoi simili. E vivi ogni giorno come se fosse una vita intera"
y
(Fonte:  ChloeJuneArt)


E' un inno alla speranza che non potete perdervi assolutamente. Insegna che, anche se non siamo immortali e che quella contro la morte è una battaglia persa fin dall'inizio, bisognare vivere ogni giorno come se fosse ultimo ed a non farlo mai da soli.
Trovate qualcuno che vi salvi come Mateo ha salvato Rufus oppure qualcuno come Rufus che ha aiutato Mateo ad uscire da quella stanza e gli ha dato la spinta per correre e non più camminare. 


Voto finale:




Ci vediamo alla prossima recensione lettori. Fatemi sapere se vi ho incuriosito oppure se avete già letto questo libro e se lo avete tanto quanto ho fatto io <3.


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