"Tutto il mare è nei tuoi occhi" - Silvia Ciompi
"Tutto il mare è nei tuoi occhi" - Silvia Ciompi
“Tutto il mare è nei tuoi occhi" - Silvia Ciompi
Editore: Sperling & Kupfer
Data di uscita: 4 giugno 2019
Genere: Romanzo rosa
Costo cartaceo: € 17,00
Costo Ebook: € 9,99
Pagine: 624
Link d'acquisto: Amazon
Trama
Ci sono persone che vedi una volta e ti lasciano subito il segno, come se ti firmassero la pelle con il loro nome e si mischiassero alle tue molecole. Bolognini Mirko, detto Bolo, è una di quelle. Con i suoi tatuaggi sbiaditi, i ricci scombinati e il sorriso più strafottente dell'universo, è entrato nella vita di Gheghe senza avvisare, un pomeriggio d'inverno, mentre fuori il cielo grigio minacciava pioggia, e da lì non è più andato via. E Gheghe non si è nemmeno resa conto di quello che stava succedendo, troppo presa a viverla, la vita, per avere paura. Nessuno dei due aveva mai pensato che amare qualcuno potesse essere così. Così bello, così vero, così pieno di risate, di baci e così doloroso. Anche adesso che sono passati mesi dal loro addio, ogni volta che i loro sguardi s'incrociano è un cortocircuito. Come se nulla fosse cambiato e toccarsi fosse ancora inevitabile. Entrambi sanno di essere troppo diversi per stare insieme: lui fedele da sempre soltanto alla curva dello stadio, perché è lì che ha imparato a camminare, a correre, a guidare il tifo e a prendersi a pugni; lei ai suoi libri, perché è lì che ha iniziato a sognare. Ma l'amore non si può controllare, arriva dritto come un colpo ben assestato che non ti aspetti. Un amore inatteso e travolgente, che sa mordere la vita, come solo a vent'anni si può fare.
“Tutto il mare è nei tuoi occhi" - Silvia Ciompi
Editore: Sperling & Kupfer
La mia opinione
Ciao lettori!Il libro di cui vi parlo oggi credo che sia quello che mi ha fatto innamorare di più dei Romance e soprattutto dell'amore. Ma andiamo per gradi: "Tutto il mare è nei tuoi occhi" è il secondo romanzo di Silvia Ciompi ed è collegato al primo, ovvero "Tutto il buio dei miei giorni". Infatti, in quest'ultimo, i protagonisti sono Teschio e Camille ma conosciamo anche Gheghe e Bolo. Ritroveremo tutti personaggi in entrambi i libri, quindi vi consiglio di leggerli in ordine per avere una chiarezza maggiore.
(Specifico dicendo che sul blog non troverete la recensione de "Tutto il buio dei miei giorni" perché l'ho letto quando era ancora su Wattpad e non l'ho mai comprato in cartaceo, sono orribile lo so. Rimedierò il prima possibile, lo prometto)
La protagonista del libro é Margherita, soprannominata Gheghe, fa parte del gruppo che Camille ha conosciuto in clinica e ha subito un incidente proprio come quest’ultima.Nonostante il suo corpo sia quasi guarito del tutto, Gheghe ancora fatica a vivere tutta la vita che le aspetta davanti, per via della sua paura di non farcela e di non potersi riprendere pienamente a livello psicologico.Il protagonista è Mirco Bolognini, detto Bolo, é il migliore amico di Teschio e, esattamente come lui, é un ultras da quando è nato.Sotto quella curva ha mosso i primi passi verso il suo destino, la sua passione più grande.Sotto quella curva si sente vivo.È un ragazzo spigliato, divertente, a tratti arrogante, ma dentro nasconde un mondo di segreti e insicurezze pronte a distruggerlo da un momento all'altro.Con un passato travagliato e fatto di scelte sbagliate prese l’una dopo l’altra, é riuscito a farsi strada tra i suoi mostri.Gheghe e Bolo si conoscono all’improvviso, non ha nulla in comune se non i loro migliori amici, che sono ormai una coppia.Si conoscono quando Margherita è ancora ricoverata in clinica, si perdono per alcuni mesi e poi si ritrovano.Anzi, si cercano.Perché ormai sono legati da un filo invisibile ma impossibile da spezzare.Due anime piene di timori, spezzate dentro.Verità che alla fine vengono a galla, scogli di paure da superare e un sentimento a cui non si sa dare un nome, ma è onnipresente e si fa sentire.Questi sono Bolo e Gheghe: due ragazzi che bramano la vita ma hanno paura di viverla davvero, anche se provano ripetutamente.
Lo sapevo che non era normale.Lo sapevo che non eravamo nulla, e il nulla più vicino al tutto che avessi mai sentito dentro.
Il loro amore è intenso, inaspettato e sofferto, pieno di imprevisti ma anche di emozioni forti che si incidono nel cuore.Non hanno davvero nulla in comune: Bolo viene descritto più come un Peter Pan, un ragazzo che scappa dalle proprie responsabilità per vivere la vita che gli spetta; Gheghe è quella coraggiosa, che ha dovuto combattere per avere il suo posto nel mondo e ancora sente di non appartenere a nessun luogo.In realtà, le apparenze ingannano in entrambi i casi.Bolo ha dovuto lottare con le unghie e i denti per arrivare a dov’è ora.Gheghe è persa e trova rifugio nei libri per sentirsi meno sola.Sono dei personaggi veri, sinceri, che ammettono le proprie debolezze e cercano di farne una forza.Lo stile dell’autrice è poetico e fresco, ti fa sentire immediatamente in quella città portuale dove si svolge tutta la storia e inoltre ti fa entrare in sintonia con i protagonisti.In questo romanzo anche l’ambientazione é molto importante: un quartiere pieno di palazzi usurati dal tempo e di ragazzi con tanti sogni ma senza le risorse per farli avverare.Il luogo dove Bolo è nato e che ha sicuramente contribuito a formare la persona che è diventato.
E lo so che sto cercando di nascondermi da me stesso, dai miei fantasmi, come un animale che cerca di scappare al morso di un predatore in una gabbia troppo stretta per ospitarli entrambi senza che non si distruggano a vicenda. Il passato non si cancella e adesso nella gabbia, tra queste strade di polvere e palazzi vecchi, ci siamo incastrati tutti e tre.
È un romanzo che non parla solo di Gheghe e Bolo e della loro storia d’amore, ma anche di insicurezze e paure, di scelte giuste ed errori che non si vogliono cancellare, di passioni che ti legano ad un luogo e dei valori che le persone hanno, di sogni.Parla di stadio, di emozioni che provi una sola volta nella vita, di fratelli e sorelle che non hanno il tuo stesso sangue ma fanno parte della tua famiglia.Parla di coraggio e lealtà, di come un amore, se è quello giusto, possa essere totalizzante e indispensabile.Inutile dire che è assolutamente uno dei miei libri preferiti.Mi sono innamorata subito di Gheghe e Bolo, dei loro cuori ma anche dei loro timori.Entrambi strappati a metà, hanno saputo ricucirsi a vicenda.Mi ha donato tanto, mi hanno fatto capire il vero amore che vorrei.
Mi basta questa normalità tra me e te. I nostri sguardi complici, la tua mano tra le gambe mentre mangiamo, solo per farmelo sentire che ci sei, che non te ne vai, che siamo soli anche in mezzo agli altri. Mi bastano l’università e le nostre fughe dal mondo a casa mia, appena mia madre esce di casa. I bagni nella vasca, che poi non è Cuba o i Caraibi, ma non ce ne frega niente.Mi basta essere noi. Mi basta come mi stringi adesso e non mi fai sentire sulla pelle questo vento freddo.
Sono onorata di essere riuscita a comprenderli.Bolo, che con il suo essere un ultras, mi ha fatto capire come la passione per qualcosa possa tenerti vivo anche mentre dentro ti stai spegnendo.Gheghe mi ha aiutata a comprendere che non c’è assolutamente nulla di impossibile e troppo lontano. Possiamo affrontare ogni cosa, basta volerlo davvero.Vorrei ringraziare Silvi Ciompi con tutto il mio cuore per aver scritto un capolavoro del genere e per avermi donato una storia vera, con personaggi imperfetti ma con una voglia enorme di spaccare il mondo.Per quanto mi riguarda, l’unico difetto di questo libro è che ha una fine.Dico sul serio, non avrei mai smesso di leggere la storia di Gheghe e Bolo <3.
“Sembravi libero, sembravi uno che pieno di vita ci si sente per davvero.”“Perché è così che ti a sentire questo posto, stare lì sopra. Ti fa sentire invincibile, ti fa sentire tipo un supereroe.”Mentre ci guardiamo, vorrei solo tornare a baciarla e dirglielo che anche lei mi fa sentire vivo come mai prima.
Spero che Bolo e Gheghe, meglio di me, vi abbiano convinto a leggere questo libro.Perché merita davvero.Perché è davvero un viaggio all’interno delle persone, della loro oscurità e del loro bisogno di luce.
Voto finale:
La protagonista del libro é Margherita, soprannominata Gheghe, fa parte del gruppo che Camille ha conosciuto in clinica e ha subito un incidente proprio come quest’ultima.
Nonostante il suo corpo sia quasi guarito del tutto, Gheghe ancora fatica a vivere tutta la vita che le aspetta davanti, per via della sua paura di non farcela e di non potersi riprendere pienamente a livello psicologico.
Il protagonista è Mirco Bolognini, detto Bolo, é il migliore amico di Teschio e, esattamente come lui, é un ultras da quando è nato.
Sotto quella curva ha mosso i primi passi verso il suo destino, la sua passione più grande.
Sotto quella curva si sente vivo.
È un ragazzo spigliato, divertente, a tratti arrogante, ma dentro nasconde un mondo di segreti e insicurezze pronte a distruggerlo da un momento all'altro.
Con un passato travagliato e fatto di scelte sbagliate prese l’una dopo l’altra, é riuscito a farsi strada tra i suoi mostri.
Gheghe e Bolo si conoscono all’improvviso, non ha nulla in comune se non i loro migliori amici, che sono ormai una coppia.
Si conoscono quando Margherita è ancora ricoverata in clinica, si perdono per alcuni mesi e poi si ritrovano.
Anzi, si cercano.
Perché ormai sono legati da un filo invisibile ma impossibile da spezzare.
Due anime piene di timori, spezzate dentro.
Verità che alla fine vengono a galla, scogli di paure da superare e un sentimento a cui non si sa dare un nome, ma è onnipresente e si fa sentire.
Questi sono Bolo e Gheghe: due ragazzi che bramano la vita ma hanno paura di viverla davvero, anche se provano ripetutamente.
Lo sapevo che non era normale.
Lo sapevo che non eravamo nulla, e il nulla più vicino al tutto che avessi mai sentito dentro.
Il loro amore è intenso, inaspettato e sofferto, pieno di imprevisti ma anche di emozioni forti che si incidono nel cuore.
Non hanno davvero nulla in comune: Bolo viene descritto più come un Peter Pan, un ragazzo che scappa dalle proprie responsabilità per vivere la vita che gli spetta; Gheghe è quella coraggiosa, che ha dovuto combattere per avere il suo posto nel mondo e ancora sente di non appartenere a nessun luogo.
In realtà, le apparenze ingannano in entrambi i casi.
Bolo ha dovuto lottare con le unghie e i denti per arrivare a dov’è ora.
Gheghe è persa e trova rifugio nei libri per sentirsi meno sola.
Sono dei personaggi veri, sinceri, che ammettono le proprie debolezze e cercano di farne una forza.
Lo stile dell’autrice è poetico e fresco, ti fa sentire immediatamente in quella città portuale dove si svolge tutta la storia e inoltre ti fa entrare in sintonia con i protagonisti.
In questo romanzo anche l’ambientazione é molto importante: un quartiere pieno di palazzi usurati dal tempo e di ragazzi con tanti sogni ma senza le risorse per farli avverare.
Il luogo dove Bolo è nato e che ha sicuramente contribuito a formare la persona che è diventato.
E lo so che sto cercando di nascondermi da me stesso, dai miei fantasmi, come un animale che cerca di scappare al morso di un predatore in una gabbia troppo stretta per ospitarli entrambi senza che non si distruggano a vicenda. Il passato non si cancella e adesso nella gabbia, tra queste strade di polvere e palazzi vecchi, ci siamo incastrati tutti e tre.
È un romanzo che non parla solo di Gheghe e Bolo e della loro storia d’amore, ma anche di insicurezze e paure, di scelte giuste ed errori che non si vogliono cancellare, di passioni che ti legano ad un luogo e dei valori che le persone hanno, di sogni.
Parla di stadio, di emozioni che provi una sola volta nella vita, di fratelli e sorelle che non hanno il tuo stesso sangue ma fanno parte della tua famiglia.
Parla di coraggio e lealtà, di come un amore, se è quello giusto, possa essere totalizzante e indispensabile.
Inutile dire che è assolutamente uno dei miei libri preferiti.
Mi sono innamorata subito di Gheghe e Bolo, dei loro cuori ma anche dei loro timori.
Entrambi strappati a metà, hanno saputo ricucirsi a vicenda.
Mi ha donato tanto, mi hanno fatto capire il vero amore che vorrei.
Mi basta questa normalità tra me e te. I nostri sguardi complici, la tua mano tra le gambe mentre mangiamo, solo per farmelo sentire che ci sei, che non te ne vai, che siamo soli anche in mezzo agli altri. Mi bastano l’università e le nostre fughe dal mondo a casa mia, appena mia madre esce di casa. I bagni nella vasca, che poi non è Cuba o i Caraibi, ma non ce ne frega niente.
Mi basta essere noi. Mi basta come mi stringi adesso e non mi fai sentire sulla pelle questo vento freddo.
Sono onorata di essere riuscita a comprenderli.
Bolo, che con il suo essere un ultras, mi ha fatto capire come la passione per qualcosa possa tenerti vivo anche mentre dentro ti stai spegnendo.
Gheghe mi ha aiutata a comprendere che non c’è assolutamente nulla di impossibile e troppo lontano. Possiamo affrontare ogni cosa, basta volerlo davvero.
Vorrei ringraziare Silvi Ciompi con tutto il mio cuore per aver scritto un capolavoro del genere e per avermi donato una storia vera, con personaggi imperfetti ma con una voglia enorme di spaccare il mondo.
Per quanto mi riguarda, l’unico difetto di questo libro è che ha una fine.
Dico sul serio, non avrei mai smesso di leggere la storia di Gheghe e Bolo <3.
“Sembravi libero, sembravi uno che pieno di vita ci si sente per davvero.”
“Perché è così che ti a sentire questo posto, stare lì sopra. Ti fa sentire invincibile, ti fa sentire tipo un supereroe.”
Mentre ci guardiamo, vorrei solo tornare a baciarla e dirglielo che anche lei mi fa sentire vivo come mai prima.
Spero che Bolo e Gheghe, meglio di me, vi abbiano convinto a leggere questo libro.
Perché merita davvero.
Perché è davvero un viaggio all’interno delle persone, della loro oscurità e del loro bisogno di luce.
Voto finale:



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